i-dee [adArte] in collaborazione con Merlino Bottega d’Arte
presso Via delle Vecchie Carceri s.n.c - Loc. Le Murate, Firenze
organizza i seguenti laboratori artistici per bambini/ragazzi e adulti:
(per info: 338/3995511-329/4290905)
· DISEGNARE L’INVISIBILE: laboratorio in cui i bambini incontrano la forza e l’energia dei pigmenti…”Il colore è qualcosa che incanta ed affascina la nostra vita esteriore. Il colore è qualcosa che rischiara ed illumina la nostra vita interiore”.
· CREALIBRO: laboratorio in cui bambini, attraverso la collaborazione di un’illustratrice professionista, potranno realizzare e illustrare i loro libri.
· CREA RITAGLIANDO: laboratorio dedicato alla realizzazione di piccoli oggetti, forme e animali utilizzando vecchi abiti, stoffe e tessuti non piu’ in uso, bottoni e qualsiasi altro oggetto da cucire su stoffa!
· MOSAICO: in questo laboratorio i bambini realizzeranno mosaici a forma di animali o di alberi attraverso l’utilizzo di piccole parti di matite, pezzetti di legno di vario tipo e origine e svariati altri materiali di recupero naturali.
· PICCOLI ARTISTI CRESCONO: storia dell'arte, teoria e pratica per bambini.
· UN GIORNO CON IL PITTOSAURO! (sabato o domenica): laboratorio dedicato alla conoscenza del PITTOSAURO, una sagoma in cartoncino che raffigura un cucciolo di dinosauro, attraverso la narrazione della sua origine e il successivo utilizzo della sua sagoma nell’ambito delle attività grafico/pittoriche dei bambini.
· MODELLATO: laboratorio dedicato allo sviluppo e l'esercitazione delle doti creative del bambino attraverso la lavorazione di materiale modellabile.
· INGEGNO LUDICO: laboratorio in cui i bambini saranno invitati a costruire oggetti attraverso l’utilizzo di materiale di riciclo, cartone e mattoncini di legno .
· INTRODUZIONE ALL'INCISIONE E L'ACQUAFORTE: laboratorio d’incisione per ragazzi: il corso è rivolto a bambini e ragazzi da 8 a 13 anni ed avrà una durata di 8 appuntamenti bisettimanali di 2 ore ciascuno (dalle 17.30-19.30) e fornirà un approccio pratico alla tecnica dell'Acquaforte permettendo la realizzazione ad ogni partecipante un'incisione completa e stampata.
corso di fotografia per ragazzi.
ANIMALI IN PARK - installazione di sculture
ANIMALI IN PARK è un’installazione permanente di sculture degli studenti del liceo artistico "L.B. Alberti" di Firenze coordinati dal Prof. Paolo Lauri e dalla Prof.ssa Cristina Innocenti.
Il progetto ANIMALI IN PARK rappresenta un esempio di “OPERA CORALE” cioè “un’opera artistica a più mani” in cui i singoli giovanissimi artisti, con formazioni diverse, hanno contribuito con la loro singola opera alla realizzazione di un’unica opera: tante voci, un coro, una voce.
L’installazione è visitabile presso il parcheggio dell'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze ed è stata realizzata grazie ad un’iniziativa di i-dee [adArte] in collaborazione con la Fondazione dell’Ospedale Meyer di Firenze con il contributo di Firenze Parcheggi.
Lenta Mente. 14 artisti contemporanei in mostra presso Merlino Bottega d'Arte, Firenze. Dal 5 al 26 novembre 2011.
Merlino Bottega d'Arte, Firenze. 5 - 26 novembre 2011
LENTA MENTE
14 artisti contemporanei in mostra.
Catalogo con testo critico di Cristina Olivieri.
Mostra a cura di Giovanna Cardini, Laura Giunti e Cristina Olivieri.
Opere di: Carla Adamo, Brunella Baldi, Francesco Baronti, Nicolò Orsi Battaglini, Claudio Bimbi, Giada Fedeli, Floriana Gerosa, Iain Antony Macleod, Andrea Mancini, Max Mazzoli, Dario Palermo, Maria Silvestri, Laura Troiano, Maurizio Vinanti.
Appare come un problema invisibile, una doppia verità: tempo e azioni si legano all’esistenza di ognuno di noi, tanto che possiamo cogliere il momento giusto, opportuno (Kairòs), o lasciarlo fuggire. A volte è l’istante, e vediamo nel principio di "causa-effetto", il concatenarsi delle azioni che provocano altre reazioni. Il tempo influisce tra gli esseri viventi di questa terra, tra azioni, sentimenti e stati del pensiero.
Spazio e tempo condizionano la nostra vita, inducono le nostre abitudini, le trasformano.
L’equilibrio sta tra la nostra conduzione e i fattori esterni che possono influenzare le nostre azioni nella scansione del tempo. Quattordici artisti si cimentano nel linguaggio espressivo a loro più congeniale e oggi raccontano un tema che è parte integrante della vita: il tempo.
Attraverso la pittura, la fotografia, la scultura, il video, le opere qui esposte interpretano soggetti, emozioni e concetti che conducono l’osservatore a una riflessione dell’agire con lentezza.
Il filosofo Remo Bodei sostiene che "Chi vive con ritmi rilassati sostanzialmente capisce di più il mondo". Invece la fretta è un modo assolutamente dispersivo di bruciare il tempo dell’esistenza.
"Lentamente" è per noi un movimento rigeneratore, è la ricerca di una stato di quiete consapevole, è relax ma è anche un susseguirsi, un ripetersi come il ciclo delle stagioni, come la burocrazia che rallenta le pratiche e fa accumulare le carte.
"Lentamente" è l’approccio dei rapporti umani, della conoscenza, di uno stato emozionale e fisico che nel tempo si dispiega e varia.
Siamo alle Murate, le ex carceri di Firenze, anche il luogo ci appare evocativo e simbolico. Perché il tempo e i ritmi di chi ha attraversato questi spazi doveva affluire con estrema lentezza tra le mura di questi edifici. Oggi tutto ciò che è slow è assimilabile al benessere, al gusto di assaporare qualcosa nella calma, l’energia dei sensi che si addice di più all’uomo, alla sua natura dinamica, ma pur sempre desiderosa di esperienze che il tempo scandisce e ripropone con lentezza.
In questa collettiva alla Merlino Bottega d’Arte trovano spazio le opere di artisti toscani e non solo. Opere e stati d’animo legati al tema di un andamento "lento" si moltiplicano e giungono rielaborati sotto forma di immagini in cui la lentezza è declinata nel linguaggio cinematografico reso in pittura, per passare alla scultura, ai collage, alle illustrazioni: il tutto, fate attenzione, da assaporare lentamente.
Le Invasioni Pittoriche di Duccio Mantellassi
La verità dell’immagine non risiede dove lo sguardo si posa. O perlomeno non solo.
Questo sembrano suggerire i ritratti di Duccio Mantellassi.
Duccio da sempre coltiva la sua vocazione alla pittura.
Autodidatta non classificabile, da studente del Liceo prima e di Architettura poi, affianca al mondo un universo parallelo, personale, reso possibile dalla capacità di costruire con la fantasia.
A colori o in bianco e nero è il tratto l’elemento che Duccio piega al suo volere. Acuto illustratore, la sua capacità più sorprendente sta nel risvegliare un domino di emozioni al primo sguardo.
L’immaginazione non conosce confini nel suo lavoro. E’ designer, ideatore di fumetti, pittore di miniature che rendono plastica la sua inesauribile vena immaginifica e appassionata.
Nei ritratti quelle che Duccio compie nelle vite altrui sono vere e proprie intrusioni.
Chi dipinge compie sotto i nostri occhi un po’ increduli una rilettura di ognuno dei personaggi prescelti. Il filtro attraverso cui questo processo avviene è il vissuto dell’artista; il soggetto è il banco di prova di un secondo incontro tra chi ritrae e chi è ritratto, un incontro già avvenuto nella vita di tutti i giorni e per questo quotidiano e familiare.
Duccio si permette di riaffermare a suo modo alcune identità che si credevano fissate combattendo un’improbabile quanto dispettosa lotta di fantasia, spezza, ricompone a proprio piacimento, sceglie dell’Altro ciò che gli serve solo perché funzionale al suo estro creativo.
Come un Cavaliere Azzurro piega al suo volere stili e colori e crea una galleria di personaggi la cui peculiarità è quella di essere fantastici e reali allo stesso tempo. L’artista attraversa i territori del suo immaginario portando con sé chi si frapponga tra lui e i suoi disegni.
Qualche visitatore si ritroverà in uno strano gioco di specchi: Paolo, Filippo, Maria, Caterina, Enzo, Fabrizia, Matilde, Elisa, Emma, Roberto, Michele, Guido, Alessandro, Francesca si riconosceranno lusingati dall’invadenza di chi si permette l’incursione. E saranno divertiti dalla visione di un altro sé stesso.
Per mano di Duccio ci lasciamo ammaliare da uno sguardo, da un’impertinenza bambina che tutti saranno disposti a perdonare forse perché solo tornando indietro nel tempo riusciamo a far nascere veramente l’adulto che è in noi.
Fabrizia Bettazzi
Appunti di Viaggio di Donatella Bemporad
Appunti di Viaggio... ...di un viaggio virtuale intorno al mondo...
CHIACCHIERANDO CON CANTIDIPINTI
i-dee: Buonasera Sabrina, come stai?
Cantidipinti: Tutto ok … aspetto che si asciughino il nero e il bianco …
i-dee: ..posso intuire, ma toglimi subito una curiosità, perché Cantidipinti?
Cantidipinti: Questo nome è nato il giorno che ho deciso di aprire il mio Atelier a San Gimignano, così pensando e ripensando … mi sono venute in mente delle immagini di me mentre lavoro e fu cosi' che ebbi l'illuminazione: io, la carta, i colori, e soprattutto la divina MUSICA...io che penso, che canto, che disegno, che dipingo e alla fine ho capito che ci sono i canti classici, tradizionali, mentre i miei sono CANTIDIPINTI …
i-dee: Da quanto tempo vivi e lavori a Firenze?
Cantidipinti: Sono venuta in Italia dopo aver vinto una borsa di studio con l’Ambasciata Italiana in Ecuador e così la scuola d’Illustrazione che doveva durare solo alcuni mesi s’è allungata di mese in mese...e di anno in anno, fino a comprendere che forse vivere in Italia non era cosi male...! (sono già passati ben dieci anni)
i-dee: …credo di averti conosciuta tramite un’amica comune e subito sono rimasta colpita da quello che fai. Complimenti! La prima cosa che mi ha attratto è stato il contrasto tra i colori caldi e quelli scuri e cupi… poi, sempre di piu’, mi sono fermata ad ammirare come riesci a fondere perfettamente tutte le tecniche che usi per le tue opere. Davvero complimenti!
Cantidipinti: So che ci siamo conosciute virtualmente e questo mi fa piacere, perché ha avuto un buon fine un mezzo che a volte viene criticato …
I colori cerco di usarli tutti, per me sono così essenziali … e penso che possano rappresentare ognuno di loro un particolare stato d’animo, dipende dal dipinto e l’equilibrio che penso ci debba esistere fra di loro … mi aiuta tanto il fatto di usare diverse tecniche, sento il bisogno di raccontare cose diverse con tecniche diverse … ma che viste nell'insieme sono tutte indispensabili e armoniose tra loro.
i-dee: Mi piacerebbe tanto che mi raccontassi del mondo che dipingi… un mondo fatto di magia, fiabe e poesia…
Cantidipinti: Il mondo che dipingo a volte mi sembra così reale forse perché i personaggi che creo li ho già visti, sognati, o vissuti...cerco solo di trovare un alchimia fra di loro creando poi nuove situazioni … E’ così bello sentirsi maghi grazie alla pittura e poter creare momenti dove anche le cose più scomode possono sembrare pura poesia.
i-dee: Spesso le tue opere contengono fiabe e favole “classiche” rinterpretate da te e simpaticamente stravolte… Lo fai perché non ti piace la versione originale o semplicemente vuoi “esprimerti” e ti diverte creare una nuova versione?Cantidipinti: Di solito amo le fiabe … ma amo di più l’idea del reinventare. Penso che la creatività sia infinita, quindi cerco di immaginare un’altra storia dentro il racconto originale … mi stimola di più, mi da più libertà e nello stesso tempo mi sembra di lasciare un mio criterio impregnato nei miei dipinti …
i-dee: Spesso i tuoi personaggi hanno un solo occhio che, se ho capito bene, simboleggia ”l’unico punto di vista sul tuo mondo surreale” ..ma a volte hanno un secondo occhio…e cosa vedono in più???
Cantidipinti: Sai che un mese dopo di essere arrivata in Italia ho cominciato a disegnare i miei personaggi usando soltanto un solo occhio...ho voluto levare qualcosa ma rendere quella cosa che lasciavo più rappresentativa … ho scelto un grande unico occhio perché penso che è così che dovremmo osservare i mondi che ci circondano con ampiezza e sensibilità … quelli con 2 occhi sono nati istintivamente alcuni anni dopo … penso che a volte ci vogliano 2 occhi per poter osservare meglio ma sicuramente è necessario che questi due punti di vista siano diversi tra loro,in modo che ci aiutino a comprendere un po’ di piu' la realtà che viviamo.
i-dee: Parlando sempre dello sguardo dei tuoi personaggi ..noto un po’ di tristezza e di malinconia.. O sbaglio?Cantidipinti: c’è anche quella … Penso che la malinconia sia uno stato d’animo molto intenso e tante volte i miei personaggi sono contagiati da essa … amano ricordare con un misto fra tristezza, nostalgia e felicità … quasi come ascoltare un pezzo musicale dove le lacrime ti escono ma per pura disperata felicità … e poi devo dire che è troppo simpatico vedere personaggi fiabeschi e buffi con espressioni tristi.
i-dee: durante questo inverno hai fatto tantissime esposizioni a Firenze ed ho notato che hai compiuto una scelta attenta ed accurata degli spazi espositivi…ognuno di essi ha un’atmosfera speciale…a volte una libreria, a volte un negozio di abiti …e sinceramente le tue opere valorizzano lo spazio ma vengono anche valorizzate dagli spazi scelti…
Cantidipinti: in questi mesi ho portato in giro la mia mostra Fiabe Lunatiche (illustrazioni dove il protagonista principale era la luna )...gli spazi mi sono piaciuti tanto e sicuramente l’amore che ho per il dettaglio mi ha dato una mano a renderli armoniosi in ogni posto dove i miei lavori sono stati ospitati.
i-dee: Progetti futuri?
Cantidipinti: più dipinti, più mostre … un libro e un nuovo tatuaggio.
i-dee: La solita domanda “bianca”… a quale domanda vorresti rispondere?
Candipinti: Quali sono le prime quattro cose che ti vengono in mente che non ti piacciono dell'Italia?
La chiesa, Berlusconi, Il palio di Siena e le veline
La chiesa, Berlusconi, Il palio di Siena e le veline
Lau: Grazie Sabrina per questa chiacchierata…continuerò a seguirti!
Un bacio grande
Un bacio grande
Cantidipinti: grazie a te per la bella intervista! È stato piacevolissimo tirare fuori un pò di parole in assoluta liberta'…
A prestissimo!
SERVIZIO FOTOGRAFICO
Sabrina Candipinti Esquerra
MONTAGGIO
Valerio Conti
DIREZIONE ARTISTICA
Laura Giunti
La cerimonia del tè di Maho Sato
La cerimonia del tè di Maho Sato
presso
Merlino Bottega d'Arte
Via delle Vecchie Carceri (ex Murate), Firenze
“Oggi faro' per Voi questa cerimonia
e la vorrei dedicare anche al Giappone…
Quando sono entrata in questa galleria
mi sono sentita calma, in pace, come nel ventre della madre…
E sono stata sorpresa da una forte ispirazione grazie a questo spazio
Vorrei creare un’atmosfera di collaborazione tra voi e lo spazio
...Per toccare l’anima.
“ ICHIGO ICHIE “
significa che
ogni incontro è irripetibile...
questa frase risale alla fine del XVI secolo
quando il Giappone stava vivendo un periodo di grossa crisi
proprio come ora...
il popolo giapponese e i Samurai cercavano un sostegno spirituale.
E proprio in questo momento storico nasce la tradizione della cerimonia del tè
Prima di partire per la guerra e rischiare la vita
i samurai prendevano una tazza di Matcha per calmarsi
e poi partire...”
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| Attimi di prova (1) |
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| Attimi di prova (2) |
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| Attimi di prova (3) |
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| Il cerchio spirituale |
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| Kimono |
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| Sguardo allo specchio |
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| Vestizione (1) |
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| Vestizione (2) |
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| Vestizione (3) |
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| Tutto con Grazia |
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| L'essenza di Maho |
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| Sorrisi e pensieri giapponesi |
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| Attimo prima della cerimonia |
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| Lei e il suo modo di fare |
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| Tè giapponese |
Come bere il tè Matcha?
1, mangiate il dolce
per creare un’armonia dolce in bocca
2, prendete una tazza di Matcha
Matcha è un tipo di tè che si usa per fare la cerimonia del tè
E ha un’azione di rilassamento,
l’albero di Matcha si chima CHANOKI
Quando le foglie sono molto giovani (circa 2 cm), si raccolgono a mano e:
1, si fa a vapore circa 30 secondi
2, si fanno raffreddare con il vento
3, si fanno seccare nella macchina
4, si macinano e diventano la polvere
questo è Matcha
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| Inizio della cerimonia |
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| Cerimonia (1) |
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| Cerimonia (2) |
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| Divisione del tè |
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| Cerimonia (3) |
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| Finale |
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| Il percorso della luce |
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| Pubblico |
Maho Sato
Data di nascita: 13 Febbraio 1980, Tokyo
Studi fatti in Giappone: Arti Visuali (diploma nel 2000) e Cromatologia
Lavori fatti in Giappone: Assistente di Interior design (2000-2004) e allestimento spazi espositivi: sfilate di moda, mostre, inaugurazioni (2004-2006)
Oggi: Studentessa all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove segue un corso di Decorazione Ambientale (dal 2008)
Domani: “vorrei creare delle situazioni artistiche ricche di atmosfera… per toccare i cinque sensi ed …anche il sesto… attraverso l’uso dei miei oggetti: dipinti, gioielli e poesie. Amo la natura e la uso per creare le mie installazioni.”
SERVIZIO FOTOGRAFICO di
Ginevra D’Archi e Ilenia Galia, studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Firenze
SERVIZIO MONTATO da Valerio Conti
DIREZIONE ARTISTICA di Laura Giunti
Anima Rosa di Francesca Sanna
“L’unica possibilità per un artista è riprodurre una copia di sè stesso ogni qualvolta si accinge a creare qualcosa.
Sè stessi per parlare degli altri…è come se tutto filtrasse attraverso un panno imbevuto di inchiostro rosa e si impregnasse di felicità.
Non dipingo niente che può morire, non concepisco la morte nell’opera. Tutto è vivo, anche la materia più silenziosa.
Non dipingo quadri che vogliono essere quadri ma racconti introspettivi della mia anima.
Live free or die di Paolo Lamuraglia
La parola da sola non basta per raccontare e capire il mondo. Anche se è la parola illuminante dello storico o preveggente del poeta. La parola diventa più chiara accompagnandola all’immagine. Che sia il documento del fotografo, che la trasfigurazione dell’artista, del pittore. Paolo Lamuraglia è fotografo e pittore
Pittore a suo modo. Come fotografo coglie - con sincera partecipazione, vero virtuosismo tecnico e rigorosa aderenza alla realtà - eventi e protagonisti del nostro tempo. Come pittore evade dalla realtà, traduce poeticamente fatti, ansie, passioni, speranze in intriganti astrazioni. Ogni sua opera è un labirinto popolato di simboli, segni irripetuti che si rincorrono, si contrappongono, si intrecciano in un gioco appassionante e coinvolgente. E’ una pittura quella di Paolo Lamuraglia nuova e originalissima nel linguaggio informale, antica nella fattualità miniaturistica, inconsueta nella scelta del supporto: né tela, né carta, né favole ma rottami d’auto. Parti di carrozzerie. Non è quindi pittura da cavalletto quella che ci offre. Per esprimersi ha bisogno di una resistenza “di una superficie dura” come si esprimeva il grande Jackson Pollock, per poter stare interamente dentro l’opera. Viverla. (Giancarlo Degl'Innocenti)
Inaugurazione 23 maggio ore 19.00
Zoe
via dei Renai, 13 - Firenze
Lun-dom 7-01
Ingresso libero
Situazione Pop di Anna Bianchi.
Situazione Pop, di Anna Bianchi.
Le opere dell'artista prendono spunto da tutto cio' che ruota intorno al cinema, moda e cultura, dagli anni '50 fino agli '80, periodi ricchi di rivoluzioni visive e stilistiche.
Carla Bruttini
Idee Ad Arte
i-dee [adArte] ha il piacere di presentarVi Carla Bruttini e Vi invita a visitare il suo Dhai - Studio Atelier in via San Niccolo' 44/r, Firenze e il suo sito www.carlabruttini.com...
Carla Bruttini è una pittrice sempre pronta ad ascoltarsi e...
Dipinge emozioni...
La sua pennellata libera e fresca a volte parla di luoghi e storie lontane ma, molto spesso è l'osservatore stesso, catturato dalla forza narrativa dei suoi quadri, ad elaborare una storia, una storia di vita fatta anche di momenti ed emozioni quotidiane...
Scompone e sintetizza la normale visione della realtà, che sia fatta di un corpo o di un panorama urbano, attraverso le sue tipiche pennellate libere, le parole incise, colpi e graffi di spatola...
L'immagine cosi' ottenuta risulta estremamente dinamica, di grande forza evocativa grazie anche alla scelta dei colori vitali e dei giochi di trasparenze e ricca di energia.

La Bruttini vive e lavora a Firenze.
CHIACCHIERANDO CON CLET by Lau
i-dee: Ciao CLET carissimo, come stai?
CLET: Ciao cara, ti voglio bene.
i-dee: ...Grazie infinite per questa chiacchierata. Ho letto abbastanza di te e della tua nuova sperimentazione artistica... Ma non so tante cose di CLET. Ed allora la solita domanda scontata… Ma sai, non conosco la tua storia per cui mi farebbe piacere sapere, se ti ricordi il momento, se c’è stato, in cui hai capito che volevi fare l’artista.
CLET: non ricordo un momento particolare, anzi dubito sempre di volere, o potere, fare l’artista.
i-dee: Perchè lavori in Italia, ed ora a Firenze? Perchè una città artisticamente difficile come questa?
CLET: sono arrivato in Italia nel 1990, a Roma, un mio amico mi offrì un’ opportunità di lavoro come restauratore di mobili nella sua bottega. Allora per me l’importante era uscire dalla Francia, scoprire culture nuove, affrontare difficoltà ignote, in sostanza VIVERE. Poi sono rimasto in Italia, indubbiamente qualcosa qui mi piace.
i-dee: Un giorno ti ho sentito arrabbiato per come le istituzioni fiorentine ignorano e non gratificano personalità artistiche, come te, che hanno scelto questa città per lavorare. Perchè secondo te questa indifferenza? Perchè questa “politica di non valore”? Vuoi dirgli qualcosa?
CLET: Credo che ovunque ritrovi i soliti meccanismi. Chi è al potere tende a volere proteggere i propri privilegi, chi non ha potere tende giustamente a destabilizzare il troppo potere, è solo una distribuzione dei ruoli a secondo dei propri caratteri. A Firenze, il potere artistico si riposa sul suo patrimonio rinascimentale, ed io, in quanto artista, ho il dovere di destabilizzare questa pigra realtà.
i-dee: Cosa vorresti, artisticamente parlando, per Firenze?
CLET: La capacità a dubitare di se stessa, condizione irrinunciabile per potere crescere.
i-dee: Da quanto tempo hai iniziato a fare street art? Pensi che questa tua ricerca ti abbia reso piu’ “libero” da un punto di vista artistico? Sai… Sensazioni… Ma dopo averti tanto osservato in questi anni ti vedo e ti percepisco diverso...
CLET: Ci sarebbe da ridefinire il termine “street art” che per me vuole solo dire “arte nella strada” nel senso di arte fruibile da tutti. Poi, nella “street art”, possiamo distinguere due categorie principali, che sono quella ufficiale e quella non ufficiale. Il David di Michelangelo è di conseguenza un esempio di street art ufficiale alla quale Firenze nega il confronto contemporaneo. Liberarsi a Firenze vuole dire accettare la sfida del confronto col rinascimento. Io sono pronto. i-dee: Il “mondo” ama le tue performances... Se ripensi a qualche anno fa, ti sentivi veramente “amato” dal mondo oppure, oggi con la tua“uscita” nel mondo, ne hai preso completamente coscienza?
CLET: Il desiderio di essere amato è in ognuno di noi, l’artista forse lo vive in modo più “assoluto” e cerca di conseguenza un consenso ampio. Che dire… è una croce, ma anche un’esigenza estrema che ti costringe a trovare in te il meglio in assoluto, che a questo punto ben venga.
i-dee: …una sera ti ho incontrato in via S. Niccolò, poche parole su come era andata la nostra giornata e poi abbiamo parlato di un progetto artistico in corso e mi hai detto che per te l’arte esprime...
CLET: Definire l’arte sarebbe come volere definire il mondo. So soltanto che le mie energie sono limitate come la mia vita, vorrei sfruttarle al massimo e produrre sempre di più delle “cose” che abbiano un impatto massimo, che mi sembrino in quel momento la cosa più grande che io possa dare, voglio esser UTILE, e utilizzato, al massimo.
i-dee: Domanda “bianca”… Immagina di ricevere la domanda che vorresti…
CLET: “Ti va di fare l’amore con me?” Questa è la domanda che vorrei sentire, poi la risposta me la tengo per chi mi fa la domanda.
i-dee: CLET, AmicoArtista, complimenti per il tuo “guizzo”, per la tua ricerca artistica e… Per il tuo coraggio! Continua così!
CLET: Grazie, anche tu continua così, davvero.
Lau: Ti voglio bene anch'io!
Chiacchierando con CLET By Lau
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